Lepiota TOX stesse tossine della Amanita phalloides, Sindrome Falloidea a LUNGA LATENZA (dopo le 6/10 ore, prima vomito e diarrea coliforme, poi miglioramento e poi tracollo con insufficienza epatica.
Il genere Lepiota appartiene alla famiglia Agaricaceae e comprende un ampio gruppo di funghi di piccola taglia, spesso trascurati, ma micologicamente molto importanti.
Diverse specie di questo genere sono mortali a causa della presenza di amatossine, le stesse presenti in Amanita phalloides. Per questa ragione, il genere Lepiota è considerato critico dal punto di vista tossicologico.
Caratteristiche morfologiche
- Cappello: da pochi millimetri a 5–6 cm di diametro, inizialmente convesso o campanulato, poi piano; spesso con squame centrali più scure su fondo chiaro.
- Lamelle: libere, fitte, bianche o crema pallido, talvolta con riflessi ocracei.
- Gambo: slanciato, cilindrico, spesso con anello fugace o assente, facilmente separabile dal cappello, talora bulboso alla base.
- Carne: sottile, bianca o lievemente ocracea, talora con odore sgradevole o rafanoide.
- Spore: bianche in massa, lisce, non amiloidi.
Habitat
- Saprofiti, crescono su suolo, lettiere di aghi o foglie, legno marcescente, talora anche in prati, giardini o ambienti antropizzati.
- Fruttificano generalmente in estate e autunno.
Specie rappresentative e loro pericolosità
Tossiche e mortali (amatossine, sindrome falloidea)
- Lepiota brunneoincarnata: cappello con squame bruno-rossastre, letale anche in piccole quantità.
- Lepiota helveola: odore sgradevole, colore grigiastro-brunastro; anche questa è mortale.
- Lepiota josserandii, L. subincarnata, L. cristata (quest’ultima sospetta in alcune fonti) sono tutte specie da evitare assolutamente.
Altre specie non tossiche (raramente segnalate)
- Alcune microlepiote possono essere innocue, ma a causa della difficile distinzione microscopica e della pericolosità di molte specie simili, nessuna Lepiota è da considerarsi commestibile con certezza.
Microscopia
- Spore: lisce, ellissoidali, bianche in massa, non amiloidi.
- Cheilocistidi: spesso abbondanti, di forme varie (clavati, lageniformi).
- Pileipellis: struttura cutiforme o subcutiforme, con elementi pigmentati.
- Reazioni chimiche: importanti per la determinazione (es. KOH sul cappello).
Tossicologia
- Le amatossine sono presenti in molte Lepiota di piccola taglia, soprattutto nelle specie del sottogenere Echinatae e Ovisporae.
- La sindrome falloidea si manifesta dopo 6–24 ore, con vomito, diarrea, disidratazione, seguita da danni epatici e renali potenzialmente letali.
- Il consumo accidentale è una delle principali cause di avvelenamento grave da funghi in Europa, spesso per confusione con giovani esemplari di Macrolepiota.
Raccomandazioni
- Evita la raccolta e il consumo di tutte le Lepiota, soprattutto se il cappello misura meno di 8–10 cm.
- Anche micologi esperti possono avere difficoltà nella determinazione certa, che richiede analisi microscopiche dettagliate.