Le due specie sono tra le Amanite più comuni nei boschi italiani e spesso vengono confuse, ma presentano alcune differenze macroscopiche e microscopiche importanti:
Amanita gemmata (o junquillea) Tox (Sopra)
- Cappello: giallo brillante, uniforme, con verruche bianche residue del velo generale.
- Odore: in genere mite, non sgradevole.
- Volva: ridotta, in forma di piccoli frammenti o anello basale.
- Anello: biancastro, persistente ma non molto ampio.
- Spore: bianche, lisce, amiloidi.
- Tossicità: contiene tossine a livello gastrointestinale e neurologico; associata a sindrome panterinica.
Amanita citrina Non comm (sotto)
- Cappello: giallo pallido, giallo-verdastro o quasi bianco, con verruche biancastre o gialline.
- Odore: caratteristico di rapa cruda o patata cruda (diagnostico).
- Volva: a margini evidenti e ben sviluppata, membranosa.
- Anello: più ampio e consistente rispetto a gemmata.
- Spore: bianche, lisce, amiloidi.
- Tossicità: considerata non commestibile (odore repellente, scarsa digeribilità), ma non responsabile di sindromi gravi.
Differenze chiave
- Colore del cappello: più intenso e brillante in A. gemmata, più pallido e verdognolo in A. citrina.
- Odore: quasi neutro in gemmata, di rapa/patata cruda in citrina.
- Volva: poco evidente in gemmata, ben sviluppata in citrina.
- Tossicologia: gemmata è più pericolosa (sindrome panterinica), citrina solo non commestibile.
BULBO
- Amanita gemmata: il bulbo basale tende a essere più tondeggiante, globoso, non sempre ben delimitato, spesso avvolto da una volva membranosa bianca che resta aderente e non forma strutture evidenti.
- Amanita citrina: il bulbo è invece tipicamente napiforme, cioè a forma di rapa, più allargato verso la base e con margini netti, spesso con resti fioccosi del velo generale. Questo carattere, unito all’odore (crudo ricorda quello di patata cruda), è molto utile per differenziare la specie.