Amanita muscaria breve lat Tox (Sindrome Panterinica) volva dissociata in perline

Amanita muscaria

 

È un fungo tossico e psicotropo appartenente alla famiglia delle Amanitaceae.

Cappello: generalmente largo tra i 10 e i 20 cm, di colore rosso acceso (talvolta arancione o giallastro negli esemplari più vecchi), decorato da verruche bianche o giallastre, residui del velo generale. La superficie è liscia e brillante, soprattutto in ambienti umidi.

Lamelle: bianche, fitte e libere dal gambo.

Gambo: bianco, cilindrico, con un anello membranoso bianco e una base bulbosa avvolta da una volva frammentata in anelli concentrici.

Carne: bianca, soda e inodore nei giovani esemplari, con un odore leggermente terroso nei più maturi.

L’Amanita muscaria cresce in simbiosi micorrizica con alberi come betulle, pini e abeti, spesso su suoli acidi. È diffusa in boschi di conifere e latifoglie dell’emisfero boreale, dove fruttifica dalla tarda estate fino all’autunno.

Sindrome Pantherinica. Questo fungo contiene composti tossici, tra cui:

Acido ibotenico: responsabile di effetti neurotossici e allucinogeni.

Muscimolo: metabolita dell’acido ibotenico, con effetti psicoattivi. 

L’ingestione provoca sintomi come nausea, vomito, confusione mentale, allucinazioni e sonnolenza. In genere, gli effetti non sono letali, ma richiedono cure mediche. La tossicità può variare in base a fattori come l’età del fungo e il metodo di preparazione.

• L’Amanita muscaria ha una lunga storia di utilizzo in riti religiosi e pratiche sciamaniche, soprattutto in Siberia, dove veniva consumata per le sue proprietà psicotrope.

AmanitaMuscaria

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